
Già docente di lettere nei licei e in altre scuole superiori dal 1970 fino al 2014, mi occupo di Grafologia dal 1993, in particolare di Grafologia Peritale Giudiziaria
Iscritto dal 1995 all’Albo dei Consulenti Tecnici e dei Periti del Tribunale di Verbania, svolgo l’attività di Grafologo Forense e di Perito Grafologo, in ambito civile e penale, per l’Autorità Giudiziaria, per gli Studi Legali, per Privati.
Quando ero all’università, cioè quasi cinquant’anni fa, avevo immaginato che la scrittura fosse depositaria di importanti significati inconsci della persona, di tratti del suo carattere, di alcuni suoi bisogni profondi e di alcune sue aspirazioni, del suo modo di essere e di comportarsi. Avevo provato a “capirci qualcosa”, ma ogni tentativo fu inutile e quindi lasciai perdere.
Nel 1990 venni a sapere che la Regione Lombardia metteva a disposizione dei corsi biennali di Grafologia. Quasi incredulo trovavo in ciò conferma di quella mia lontana intuizione e con profondo interesse presi a frequentarli.
Mi rimisi a studiare come già avevo fatto fin da ragazzo, ora però con la piacevole sensazione di rivivere un po’ quel periodo, bello ma molto lontano! L’esperienza durò cinque anni e fu molto positiva sotto molteplici aspetti. Le conoscenze che continuavo ad acquisire, insieme allo studio di materie affini e di supporto alla Grafologia, come Psicologia, Teorie della Personalità, Psicomotricità, Fondamenti della Neurofisiologia ecc., producevano significativi cambiamenti.
Contemporaneamente cambiava la mia scrittura.
Mi preme oggi far presente al lettore due cose:
Dal 1964 al 1970 ho lavorato come educatore nel Convitto Nazionale di Salerno
Contemporaneamente frequentavo la Facoltà di Lettere
Dal 1970 al 2010 sono stato Docente di lettere nei licei e in altre scuole superiori
Dal 1990 al 1995 ho frequentato i corsi del C.O.R della REGIONE LOMBARDIA
Nel settembre del ’94 ho partecipato al Seminario di “FOTOTTICA PERITALE” a ROVERETO c/o lo studio del compianto prof. Bruno Vettorazzo, allora docente di GRAFOLOGIA PERITALE c/o L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO;
Nel Novembre del ’95 ho partecipato al Seminario di studi sul tema: “TREMORI IN SCRITTURA” c/o il CENTRO INTERNAZIONALE DI GRAFOLOGIA MEDICA a ROMA in via Del Serafico 1;
Nel Febbraio del ’96 ho partecipato al Seminario di studi sul tema: “LA CAPACITÀ DI INTENDERE E DI VOLERE ATTRAVERSO L’INDAGINE GRAFOLOGICA” c/o il CENTRO INTERNAZIONALE DI GRAFOLOGIA MEDICA a ROMA in Via Del Serafico 1;
Nel luglio del ’96 ho partecipato al Seminario WORKSHOP DI GRAFOLOGIA PERITALE c/o il Centro di Cultura la “Cittadella” di ASSISI;
Nel settembre del ’96 ho partecipato al Seminario di studi sul tema: “CRIMINOLOGIA E INDAGINE GRAFOLOGICA” c/o il CENTRO INTERNAZIONALE DI GRAFOLOGIA MEDICA a ROMA in via Del Serafico 1;
Nel Dicembre del ’96 ho partecipato al SEMINARIO NAZIONALE di aggiornamento in GRAFOLOGIA GIUDIZIARIA c/o il CENTRO DI CULTURA SCIENTIFICA “E.MAJORANA” di ERICE (TP);
Nel 1997 ho partecipato al Seminario di studi su “IL TESTAMENTO” c/o il CENTRO INTERNAZIONALE DI GRAFOLOGIA MEDICA a ROMA in via Del Serafico 1;
Dal 22 al 27 luglio 1998 ho collaborato al WORKSHOP DI GRAFOLOGIA PERITALE c/o l’Hotel “CASTAGNOLA” di Pallanza;
Dal 28 AL 31 AGOSTO 2000 ho collaborato al WORKSHOP DI GRAFOLOGIA PERITALE c/o l’Hotel “DES BAINS” di PESARO;
Nel Dicembre del 2005 ho partecipato al CONVEGNO NAZIONALE di “AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE SULLA RESPONSABILIZZAZIONE DEI CONSULENTI E DEI PERITI” c/o l’ISTITUTO SUPERIORE DI GRAFOLOGIA di ROMA;
Nel maggio del 2009 ho partecipato al convegno nazionale su “LETTERE ANONIME” presso la sede centrale dell’A.G.P. in piazza della Mercanzia a BOLOGNA;
Nel maggio del 2010 ho partecipato al convegno “IMITAZIONI E DISSIMULAZIONI GRAFICHE” sempre presso la sede centrale dell’A.G.P. in piazza della Mercanzia a BOLOGNA;
Nell’Ottobre del 2013 ho partecipato al CONVEGNO NAZIONALE di “AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE SULLA RESPONSABILIZZAZIONE DEI CONSULENTI E DEI PERITI” c/o l’ISTITUTO SUPERIORE DI GRAFOLOGIA di ROMA;
Il 22 febbraio 2015 ho partecipato a Milano in via Previati 4 presso la sede A.G.I. al seminario “NOTE DI MODERNITA’ SULL’ACCERTAMENTO GRAFICO;
Il 25 febbraio 2015 ho partecipato ad Arona alla conferenza dell’associazione culturale “Il Dono di Theuth sulle disgrafie”;
Da oltre quindici anni tengo lezioni e seminari di grafologia analitica all’UNI TRE di Arona;
Ho collaborato in passato con riviste locali su argomenti di grafologia analitica e peritale;
Ho collaborato con tribunali e con privati per il rilevamento di tratti del temperamento e del carattere attraverso l’indagine grafologica.
Espongo qui, in maniera molto succinta, una vicenda oggetto di un processo penale, come elemento dimostrativo del valore e dell’importanza dell’indagine puramente grafologica anche nella perizia.
Erano pervenute ad una donna alcune lettere anonime dal contenuto chiaramente diffamatorio ed offensivo. Quando questa signora continua venne nel mio studio per la consulenza, aveva con sé quattro buste con i foglietti al loro interno, il cui contenuto era redatto con una stampante laser ed era apertamente ingiurioso. Sulle buste però gli indirizzi erano stati scritti con una penna stilografica; oltretutto la scrittura dei primi due indirizzi era stata stesa in maniera del tutto spontanea. Un particolare questo che si sarebbe rivelato molto importante per le indagini. Quella degli altri due indirizzi, invece, era stata alterata e camuffata intenzionalmente nella conformazione delle lettere, affinché non ne venisse riconosciuto l’autore, nell’ipotesi in cui fosse stata sporta denuncia.
Non fu difficile comprendere che a scrivere tutti gli indirizzi era stata la stessa persona, benché le prime due scritture fossero diverse dalle altre due nell’aspetto esteriore e nella conformazione dei grafemi. Quando chiesi alla signora se sospettasse di qualcuno che conosceva, mi rispose che non aveva neppure la più pallida idea di chi potesse essere l’autore di quelle lettere.
Nel frattempo, era stata presentata denuncia in Procura.
Le indagini, però, erano ad un punto fermo. La Procura, infatti, non sapeva dove indirizzare o su chi avviare le ricerche. Poiché gli indirizzi sulle prime due buste erano stati scritti a mano con una penna stilografica e in maniera del tutto spontanea, requisito questo indispensabile per un’analisi grafologica di personalità, mi presi la briga di analizzare la grafia di quei due indirizzi. Quando, in un colloquio successivo, descrissi alla signora alcune caratteristiche del comportamento dell’autore di quegli indirizzi e ne evidenziai alcuni tratti della gestualità e della mimica, le venne in mente una sua amica, cui quei tratti comportamentali erano associabili. Infatti, non si sbagliava.
La Procura ora poteva orientare le indagini in una certa direzione.
La persona indagata si rivelò essere l’autrice di quegli scritti.

Diversi anni fa ha avuto una vasta eco la vicenda “Pacciani”, accusato e fortemente sospettato di essere il “Mostro di Firenze”, cioè l’autore di ben 14 efferati delitti (sette coppie).
Sin dall’inizio, nell’osservare attraverso le immagini trasmesse dalla televisione il comportamento del presunto “mostro”, la sua gestualità, la sua grossolanità nel pensiero e nelle azioni, avevo nutrito dei forti dubbi che potesse essere quell’uomo l’autore di tutti quei delitti.
Non ero e non sono un criminologo, ma mi sembrava lampante che Pacciani fosse troppo rozzo e troppo grossolano per ideare ed eseguire quegli omicidi che, per la modalità con cui erano stati compiuti, richiedevano invece una mente lucida, fortemente calcolatrice, di un soggetto che, per non lasciare tracce, non provasse nel suo inconscio neppure il senso di colpa. Inoltre, mi sembrava sincero nelle cose che diceva.
Ma Pacciani non fu creduto e naturalmente ne seguì la condanna.

Solo alcuni mesi dopo, durante un seminario di aggiornamento a Roma, tra le grafie oggetto di esame e di studio, con una certa sorpresa fu presentata anche quella di Pacciani. Ebbene, l’opinione che avevo avuto fin dall’inizio dell’innocenza di quest’uomo divenne certezza. Non era immaginabile, infatti, che quella grafia fosse il prodotto di una mente fredda e calcolatrice. Il tratto grafico non era stabile ed era assolutamente privo di dinamica; lo stretto tra parole era scarso, la grafia era densa e serrata e senza respiro tra le righe, non vi era il rispetto dei margini ed era composito di stampatello, maiuscoletto e corsivo. Infine, era caratterizzata dai segni Secca, Artritica e Grossolana. Tutte categorie grafologiche che rivelavano chiaramente un soggetto rozzo, grossolano e istintivo, di un livello culturale basso; certamente capace di iniziative, ma limitate e fortemente ristrette; capace sì di un minimo di programmazione, ma di straordinaria lentezza e soprattutto di breve respiro, e limitata al contingente e al quotidiano: un soggetto, in sostanza, la cui evoluzione psico-affettiva era rimasta nell’ordine della primarietà. Con tali premesse era assolutamente impossibile che Pacciani fosse quella mente diabolica, come la dipingeva l’accusa, capace di ideare e compiere tutti quei delitti così efferati e soprattutto senza lasciare tracce.
L’ideatore e l’esecutore di quei delitti, compiuti con quelle modalità e con quelle caratteristiche, era un individuo guidato da una mente lucida, acuta, fredda, cinica; capace di calcoli minuziosi e profondi e di un disegno davvero sottile e raffinato.
Caratteristiche che Pacciani proprio non possedeva. Neppure lontanamente!
La verità è emersa solo alcuni anni dopo.
Pacciani, purtroppo, fu condannato.
Solo pochi giorni prima del processo di Appello fu trovato morto bocconi a casa sua.
Un altro esempio, questo, per mostrare e dimostrazione al lettore le possibilità di indagine della Grafologia.