Nel libro “CASI DI GIUSTIZIA” espongo alcune vicende tratte dall’ordinaria realtà processuale in quanto insolite e del tutto atipiche sia nello sviluppo che nelle conclusioni. La verità, infatti, è emersa con grande difficoltà e solo alla fine, e soltanto dopo che i rispettivi giudici istruttori avevano compreso che le conclusioni, cui erano approdati i periti che essi stessi avevano nominato, erano sbagliate.
Non nascondo che per conseguire questi risultati ho anche corso qualche rischio. Nel quarto caso che espongo, infatti, durante l’udienza osai dire al magistrato: “Le perizie si leggono!” Seguì naturalmente una dura reazione del giudice ma, in compenso, soltanto dopo pochissimi giorni quel giudice dispose che la perizia venisse rifatta completamente ed affidava l’incarico ad un altro professionista, il terzo.
In questa seconda edizione il libro è uscito rinnovato nella struttura globale, nell’esposizione dei contenuti e nella qualità delle immagini. Inoltre, sono stati aggiunti due capitoli che chiudono la serie.
La narrazione dei fatti (nulla è inventato!) è comprensiva delle profonde vicissitudini umane vissute dai protagonisti.
Sul retro del libro sono riportate alcune brevi recensioni di persone (due avvocati, un cardiologo e un professore) che hanno letto la prima edizione. Posso assicurare il lettore che tali recensioni sono state rilasciate in maniera del tutto spontanea.
Nel libro “CASI DI GIUSTIZIA” l’autore aronese Salvatore Giammarino ha esposto alcuni casi giudiziari, in cui è riuscito a rinvenire prove oggettive, che hanno determinato la conclusione dei procedimenti, ribaltando le sentenze che apparivano segnate sin dall’inizio. Il libro si presenta curioso per certi aspetti e molto interessante per altri. Inoltre – sono le parole di un magistrato che lo ha letto – “si legge come un giallo”; voglio però sottolineare che nulla, proprio nulla, è inventato.
Pur non privo di aspetti tecnici, il libro è comunque fruibile da chiunque ed apre una finestra su alcuni aspetti del mondo della Giustizia. In questo credo che consista il suo pregio maggiore. Interessanti alcune brevi recensioni riportate sul retro della copertina, rilasciate da persone che hanno letto il libro nella precedente edizione. In particolare, appare significativa quella di un avvocato che scrive: “Il libro è utile al professionista per il suo contenuto tecnico, all’uomo per la narrazione avvincente e profondamente umana delle vicende.”
Ci potrebbe descrivere un fatto particolare legato alla sua professione?
Ce ne sono diversi, ne cito uno abbastanza recente. Durante un’udienza penale sono riuscito a dimostrare, col supporto del proiettore, che la firma in calce ad un documento non era stata posta dalla persona messa sotto accusa, come aveva pervicacemente sostenuto durante l’udienza il consulente del PM, ma da un’altra persona, indicando anche chi fosse questa persona. Durante la mia testimonianza avevo compreso che il consulente del Pubblico Ministero si era reso conto di avere sbagliato; ciò nonostante, non ha avuto il coraggio di ammetterlo in pubblico.
Sono frequenti i casi di falsificazione?
Secondo me, sono aumentati negli ultimi tempi, forse anche a causa della crisi economica. Continua a sorprendermi la cattiveria, che spesso si riscontra nelle persone e che ai tempi in cui ero docente neppure immaginavo che potesse essere così diffusa nella società.
La grafologia e le sue specializzazioni sono riconosciute come sapere scientifico?
La grafologia è una scienza come la psicologia, la psichiatria ecc., ma non è una scienza esatta; le variabili sono troppe perché lo possa essere. Solo da qualche tempo sta ricevendo riconoscimenti più ampi, ma purtroppo la preparazione che i grafologi ricevono è spesso scadente. Le scuole sono tutte private e poche offrono una preparazione seria ed organica, che non si può raggiungere in qualche anno o peggio ancora in qualche mese. D’altronde, se così non fosse, non ci sarebbero stati e non continuerebbero ad esserci tanti errori nel campo della perizia grafica.
Questo libro vuole essere una testimonianza in questa direzione.
Si usa dire che “l’erba del vicino è sempre più verde.” Negli altri Stati come “funzionano” le perizie grafologiche?
In realtà non so molto, penso tuttavia che, per quanto riguarda questa disciplina, l’erba del vicino non sia per niente più verde. Si ricordi, tra i tanti errori commessi, il famoso caso dei diari Hitler. Diversi periti, di fama mondiale, li avevano ritenuti autentici. Ne fu scoperta da falsità proprio in Italia attraverso l’analisi della carta, che aveva una patina in superficie sconosciuta ai tempi di Hitler e perché quella scrittura non aveva alcun indice di tremore per il morbo di Parkinson, di cui Hitler soffriva.
I casi descritti nel suo libro ricordano altri casi più famosi, cosa ci può dire a questo riguardo?
Intanto gli errori continuano ad esserci ed alcuni sono anche molto gravi. I protagonisti di due casi che espongo nel mio libro sarebbero stati condannati per calunnia, se alla fine non fosse emersa la verità, anche con l’aiuto – devo ammetterlo – di un pizzico di fortuna, ma soprattutto per merito dei magistrati che hanno istruito quei processi, ai quali va il mio ringraziamento. Molte volte, però, la “verità” che emerge dal processo non corrisponde a quella reale. E le ragioni sono molteplici: la scarsa capacità del magistrato di capire se e quando un teste mente, la frettolosa lettura degli atti, la sottrazione di un documento da parte di chi ne aveva interesse, una perizia sbagliata, la superficialità di qualche avvocato, un errore di procedura, la mole di lavoro che un magistrato deve smaltire ecc.
Le variabili, che possono influenzare e persino condizionare una sentenza, sono davvero tante.
Come vede lei il futuro della Giustizia nel nostro Paese?
Almeno per il momento non vedo quasi niente di positivo, ad eccezione di una velocizzazione dei processi. Ma penso che la Giustizia abbia bisogno di riforme profonde. Potrei sbagliarmi, ma temo che rendere i processi più veloci avrà come contropartita la perdita della qualità.
La ringrazio e buon lavoro.
Buon lavoro anche a lei.
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